Parto dalla Gomba, col cielo che si schiarisce dopo gli acquazzoni notturni. Ad ogni modo non mi sento molto in gamba, e dopo San Bernardo (50′) sul sentiero GTA fino all’Alpe Dorca me la prendo comoda (2h 20′ – 3h 10′). Qui ci sono due pastori che ciarlano, tra loro e al telefono, in dialetto strettissimo altercalando batture tratte da vari film di cassetta: l’argomento principale, comunque, è l’imminente scarico dell’alpeggio. Giunto all’Alpe Variola (30′ – 3h 40′), salgo subito a sinistra per i pratoni prima del bivio, scendono nuvole. Vado a incrociare il sentiero alto per i Pajoni, che seguo nella direzione opposta (NE) fino al vecchio cartello “BAGNI DI VARIOLA” (sic!…). Scollino liberamente verso N, sotto il risalto compare il secondo lago, nella conca c’è un ventaccio freddo e la foschia non migliora le cose. Ridiscendo quindi verso il lago inferiore seguendo i radi ometti. Da qui all’Alpe Variola ci sono pochi ometti e una traccia a sinistra del ruscello, raggiungo i pratoni sopra l’Alpe con un po’ di sole (1h 30′ – 5h 10′). Mangio qualcosa e riprendo il sentiero GTA fino a San Bernardo (1h 30′ – 6h 40′) e alla Gomba (50′ – 7h 30′).





