Da Fondi Gabbi, seguo l’indicazione per il Pizzo Stagno (da contrada Le Cascine, dietro al ristorante), e arrivo all’Alpe Cavalla col sole (45′). Qui il sentiero si interrompe, e ricomincia a destra della lunga baita, sul versante Nord del valloncello, in direzione Est: il tratto è ripido ma breve fino alla Bocchetta di Cavalla (30′ – 1h 15′).
Da qui non ci sono più segni di vernice, ma seguo dapprima verso Sud una traccia ben visibile tra i rododendri che s’inerpica sul costone del monte. Ci sono poi alcuni punti scoscesi esposti verso la Val di Basso (Est) ma praticabili verso la Val Loana (Ovest), sebbene la vegetazione ostacoli il cammino: quindi arrivo in cima al Pizzo Stagno (1h – 2h 15′). Proseguo sempre verso Sud, stavolta sul versante Ovest, seguendo una buona traccia su sassi con modesti saliscendi: a metà percorso compaiono anche dei segni di vernice e delle catene che agevolano un passaggio un poco ripido verso il Cimone di Straolgio (30′ – 2h 45′).
Panorami molto belli, e parecchi camosci. Qui trovo delle tracce d’animali che solcano i pratoni soprastanti la Cappella di Terza, che raggiungo a vista (20′, 3h 05′) e da cui proseguo fino all’Alpe Scaredi (10′ – 3h 15′) che offre tutte le comodità per pranzare seduti al tavolone! Finito di mangiare, scendo a Fondi Gabbi con calma (1h – 4h 15′).














