Il sentiero attacca sulla destra della strada dove c’è una bacheca un chilometro oltre Iselle: sentiero molto ripido, indipendentemente dalle suggestive scalette! Per fortuna sono all’ombra. Dopo le scale spiana verso destra ma la traccia è sporca: molto umida: persino fangosa: invasa d’erba alta e di conseguenza di zecche (ma pare le abbia fermate su scarponi e pantaloni, stavolta!…). Dopo un cartello la via, non pulita ma segnata, si inerpica ancora dentro una faggeta ripida ma su terreno decisamente migliore. Con le dovute cautele, perché il fogliame è comunque scivoloso, finalmente a Vau (2h). Dopo un prato e un incrocio con una gippabile incontro un rustico insolitamente ciarliero che sta tagliando un tronco, incoraggiato dai suoi ripetuti “amico mio” chiedo lumi: mi spiega bene di non stare né troppo a destra né troppo a sinistra nella pineta, poi che una volta a Balma avrei dovuto cercare le case ristrutturate. Nella pineta Vado su a zig-zag seguendo qualche ometto come diceva il vecchio e sbuco dove c’è una vecchia teleferica poi case sulla destra: seguendo i segni arrivo a un cartello che però manda a ramengo per prati, poco male perché si vedono delle case ben messe, dal camino d’una delle quali esce pure fumo (50′ – 2h 50′): c’è una coppia che mi offre un bicchiere di acqua informazioni e un quarto d’ora di sana chiacchierata. Riparto e sono presto a Bugliaga (30′ – 3h 20′), da qui prendo la strada asfaltata e poco dopo il ponte del Diavolo, verso le 12 (30′ – 3h 50′), rimedio uno strappo da un gruppetto di turisti che almeno mi scodellano a Trasquera. Da qui un po’ di sentiero, passando per Chiezzo, fino ad una strada asfaltata, che termina in un tratturo vicino un gruppo di vecchie case: da qui in giù ci sono tante piste e sentieri dentro un bosco, nessuno segnato con cartelli o altri segni: con qualche ripensamento e il GPS comunque rimetto infine i piedi sulla statale a valle di un ponte (1h – 4h 50′).








